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30 gennaio 2018

In cattedra con la valigia

“In cattedra con la valigia”: quanto influisce la mobilità dei docenti nella scuola?


Per prendere una boccata d’aria dagli scrutini del primo quadrimestre Fuori Ruolo si legge un libro.
Nella puntata di oggi vi proponiamo la presentazione di un bel libro dedicato alla spinosa questione della mobilità dei docenti: docenti del Sud al Nord, si impazzava sui giornali dopo il piano di assunzioni straordinario previsto dalla Legge 107 per svuotare le vecchie graduatorie ad esaurimento; docenti del Sud che vogliono tornare a casa creando danni irreparabili alla didattica (i docenti, sia chiaro), strombazzava la stampa..
Luoghi comuni - certamente con un fondo di verità- poco efficaci per descrivere una questione complessa come quella del rapporto fra sede di lavoro e residenza della famiglia, che hanno come obiettivo quello di delegittimare le critiche ad una pratica di assunzione discutibile. In fondo ci sono storie di precarietà -come sempre- che accompagnano la pratica dello spostamento per l’Italia di maestri e maestre e docenti della scuola secondaria: la mobilità del personale scolastico infatti aumenta di pari passo con la crescente precarietà delle sue condizioni di lavoro e con ’allungamento dei tempi per l’ingresso in ruolo.
Il nodo della mobilità, se è emerso negli ultimi due anni, è in realtà una costante della categoria della scuola: ricorsi di maestre per evitare trasferimenti lontano da casa risultano già dagli anni Trenta; altro che “i docenti di oggi non si accontentano mai”!. Per affrontare con serietà una tematica che coinvolge molti colleghe e colleghi ed effettivamente ha delle ricadute sull’attività didattica, vi proponiamo la presentazione del libro In cattedra con la valigia. Gli insegnanti tra stabilizzazione e mobilità. Rapporto 2017 sulle migrazioni interne, a cura di Michele Colucci e Stefano Gallo, edito da Donzelli. In nostra compagnia ci sarà uno dei curatori del libro, ricercatore dell’Istituto di studi sulle società del Mediterraneo- CNR di Napoli.

Per chi volesse un assaggio del libro ed entrare nel tema della mobilità dei docenti, da inserire nel più complesso discorso sulle migrazioni interne, vi suggeriamo di visitare questo sito, dove si possono anche trovare i dati su cui si basa la ricerca:
https://migrazioninterne.it/

Fra gli articoli del sito ce n’è uno che vi consigliamo calorosamente: Pietro Causarano, La scuola
italiana si muove. Analisi dei principali mutamenti quantitativi del dopoguerra, che si può trovare
alla seguente pagina
https://migrazioninterne.it/insegnanti-migranti/

12 gennaio 2017

Il punto sulla "nuova" scuola targata Fedeli

Dopo la pausa natalizia, torna Fuori ruolo, il programma del Coordinamento precari e precarie della scuola di Bologna.
Iniziamo il nuovo anno con alcune notizie dal MIUR, ora guidata dalla Ministra Fedeli. Nell'ultima puntata prima delle vacanze avevamo provato a ipotizzare alcune di quelle che sarebbero state le scelte della nuova ministra, sull'onda dell'incontro che c'era stato con i sindacati del 22 dicembre (un secondo momento di confronto c'è stato poi il 28 dicembre) e fare alcune prime valutazioni.
Come previsto, la ministra ha confermato il complesso della legge 107, pur dando importanti segni di apertura su dei nodi maggiormente discussi: chiamata diretta e mobilità.
Per quanto riguarda la chiamata diretta, la Ministra ha parlato della necessità di fornire i presidi di criteri oggettivi per effettuare le scelte del proprio personale. Su questo però ancora non ci sono dettagli, per cui rimaniamo in attesa. Il vero grande passaggio è sulla questione della mobilità: Fedeli ha promesso di tenere in considerazione delle critiche che su questo nodo sono state sollevate.
Questo punto ci ha prestato il fianco per la nostra puntata: il nodo della mobilità è stato affrontato in un ricco dossier dalla rivista “Tuttoscuola”, che ha dato i numeri della mobilità, suscitando un notevole dibattito sulla stampa.
Abbiamo quindi fatto una bella rassegna delle aperture dedicate alla scuola che ci sono state sulla stampa italiana, divertendoci anche un po'.
Alla mobilità e al gigantesco problema della continuità didattica sono dedicate le prime pagine del “Corriere della sera” di lunedì  9 gennaio: “articolone” di Gian Antonio Stella, che sembra puntare il dito contro i “docenti meridionali” che non vogliono partire, producendo danni alle possibilità di successo dei ragazzi. Merito del dossier del Corriere, essere ben documentato e riportare i “numeri”
Qui di seguito alcuni link:


Torna alla carica parlando di scuola Susanna Tamaro, la scrittrice per ragazzi che dai tempi della riforma Gelmini si è fatta paladina del maestro unico e del ritorno alla scuola “di una volta”; il titolo del suo fondo parla chiaro, Educare, non solo istruire contro il buonismo di Stato.

Il ricco dossier del Corriere, che consigliamo comunque di leggere, suscita una domanda: e se anche il ministero avesse le sue responsabilità?

Passiamo poi a “Il Foglio”, giornale fondato da Giuliano Ferrara: ci siamo un po' divertiti alle spalle di Antonio Gurrado, che racconta del suo anno di prova, molto positivo.

In chiusura è mancato il tempo per approfondire l'altra uscita sulla scuola della settimana. Domenica 9 gennaio,  “Robinson”, il nuovo supplemento culturale de “La Repubblica” ha dedicato il dossier Buoni maestri per parlare delle buone pratiche di educazione e innovazione di alcuni docenti italiani. Un dossier da discutere, soprattutto per l'intervista ad Andreas Schleicher, direttore del programma di valutazione degli allievi Pisa dell'OCSE (da cui le famose prove INVALSI) che indica all'Italia il percorso da seguire per l'innovazione della scuola. Lo riprenderemo, promesso!

Una buona notizia per salutarci: sembra ufficiale la riapertura della III fascia a settembre per nuove iscrizioni di neolaureati. Un altro passo indietro rispetto ai dettami della 107!



4 agosto 2015

Avviso ai naviganti:

a tutti i docenti coinvolti nel piano straordinario di deportazione nazionale!

Viste la confusione, l'incertezza e la frenesia di questi giorni, spesso terreno fertile per


fenomeni di vero e proprio terrorismo mediatico (su cui conta il MIUR viste le ambiguità


ancora presenti nelle Faq pubblicate il 28 luglio scorso), ci sembra giusto fare una breve


riflessione relativa alla fase nazionale del piano straordinario di assunzioni, basandoci


esclusivamente sulle fonti normative e sulle disposizioni attualmente note.


1) La domanda per la fase nazionale del piano straordinario di assunzioni non è obbligatoria
[Legge 107/2015, comma 97. "Al piano straordinario di assunzioni partecipano i soggetti di cui al comma 96. Alle fasi di cui al comma 98, lettere b) e c), partecipano i soggetti che abbiano presentato apposita domanda di assunzione secondo le modalitàe nel rispetto dei termini stabiliti dal comma 103(...)";
DDG del 21 luglio 2015, art. 4, comma 1. "I soggetti di cui all'articolo 2, comma l, lettere a) e b), del presente decreto che intendono partecipare alle fasi, in ordine di sequenza, relative alle procedure nazionali del piano straordinario di assunzioni di cui all'articolo 1, comma 98, lettere b) e c), della Legge, devono presentare un'unica domanda, (...)]
2) Le graduatorie a esaurimento vengono cancellate solo se esaurite
[Legge 107/2015, comma 105. "A decorrere dal 1º settembre 2015, le graduatorie di cui, al comma 96, lettera b) , se esaurite, perdono efficacia ai fini dell’assunzione con contratti di qualsiasi tipo e durata"].
3) Le assunzioni ordinarie dei prossimi anni continueranno a prevedere il doppio canale (50% da concorso e 50% da GAE) fino ad esaurimento delle GAE
[Legge 107/2015, comma 109. Fermo restando quanto previsto nei commi da 95 a 105, (...), l’accesso ai ruoli a tempo indeterminato del personale docente ed educativo della scuola statale avviene con le seguenti modalità:
(...) c) per l’assunzione del personale docente ed educativo, continua ad applicarsi l’articolo 399, comma 1, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, fino a totale scorrimento delle relative graduatorie ad esaurimento; i soggetti iscritti nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente sono assunti, ai sensi delle ordinarie facoltà assunzionali, nei ruoli di cui al comma 66, sono destinatari della proposta di incarico di cui ai commi da 79 a 82 ed esprimono, secondo l’ordine delle rispettive graduatorie, la preferenza per l’ambito territoriale di assunzione, ricompreso fra quelli della provincia in cui sono iscritti. Continua ad applicarsi, per le graduatorie ad esaurimento, l’articolo 1, comma 4 -quinquies, del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 134, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2009, n. 167].


Ciò in sostanza vuol dire che, allo stato attuale delle cose, tutti quei docenti presenti nelle GAE che non rientrano nelle fasi 0 e A, e decidono di non fare domanda per la fase nazionale del piano straordinario di assunzioni (fasi B e C), o pur avendo fatto domanda non saranno destinatari di contratto a tempo indeterminato, potranno partecipare alle assunzioni ordinarie dei prossimi anni.


Questa, per quanto piccola, è una vittoria che abbiamo strappato con le lotte dei mesi passati e non va sottovalutata. Nei prossimi anni, infatti, le GAE rimarranno valide per chi oggi non può partecipare alla fase nazionale (fasi B e C) perché non ha ancora sciolto la riserva, per chi pur partecipando a questa fase non sarà destinatario di proposta di contratto e per chi deciderà di non presentare la domanda per partecipare alla fase nazionale.


Ricordiamo, inoltre, che la fase nazionale del cosiddetto “piano straordinario di assunzioni” non solo ci obbligherà ad una mobilità su base nazionale, ma, nella stragrande maggioranza dei casi (le 55000 assunzioni della fase C) riguarderà di fatto un posto di lavoro di serie B che rischia di essere destinato soprattutto alla copertura delle supplenze fino a 10 giorni su reti di scuole. Come se non bastasse, l'eventuale rifiuto di una qualsiasi proposta ricevuta in questa fase comporterà la cancellazione dalle GAE.


Con questo non ce la sentiamo di invitare in modo indiscriminato al boicottaggio della fase nazionale, poiché ogni situazione personale ha le proprie specificità e ognuno di noi è tenuto a fare i propri conti e ad assumersi i propri rischi. Ma invitiamo tutti a non fare scelte affrettate, perché nella legge 107/2015 non c'è scritto che questa sarà la nostra ultima occasione per essere finalmente assunti a tempo indeterminato. Affinché le nostre scelte siano il più possibile consapevoli, viste la confusione, l'incertezza...e il terrorismo di cui sopra, ci sembra giusto sottolineare che nella Legge 107/15 è garantita per gli inseriti nelle GAE anche la possibilità di non compilare la domanda di assunzione per le fasi b e c aspettando nei prossimi anni (“ai sensi delle ordinarie facoltà assunzionali”, comma 109) di essere finalmente assunti, come è nostro diritto, dalle graduatorie provinciali in cui siamo inseriti.

Coordinamento precari scuola Bologna