9 febbraio 2017
2 febbraio 2017
La giornata della memoria
A pochi giorni dalla Giornata della memoria, celebrata il 27 gennaio di ogni anno per commemorare le vittime della Shoah, in questa nuova puntata di Fuori ruolo abbiamo provato ad interrogarci sul significato di questa ricorrenza e in particolare sui modi possibili per affrontarla in classe.
Per farlo siamo partiti dalla nostra diretta esperienza di insegnanti, che ogni anno ci vede impegnati a rispettare gli obblighi previsti dagli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 , che regola le finalità e le celebrazioni di questa giornata, assegnando alla scuola il compito primario di garantire la trasmissione della memoria “affinché simili eventi non possano mai più accadere”.
Se ricordare è importante, per evitare di compiere gli stessi errori del passato, è altrettanto vero, però, che una narrazione retorica di uno degli eventi più tragici della storia non giova alla comprensione dei fenomeni e può quindi rappresentare più un rischio che un’opportunità.
Del resto, sono gli stessi studenti e studentesse, che abbiamo interpellato per l’occasione, a lamentare una certa mancanza di senso pur nel proliferare di iniziative che caratterizzano la celebrazione del giorno della memoria a scuola e che spesso si riducono “alla visione di un film” senza che vi sia stato prima o dopo un approfondimento meditato del tema. Senza nulla togliere alla specificità dell’evento, perché non cogliere allora nel Giorno della memoria non un semplice obbligo istituzionale, ma un’opportunità per guardare all’Europa di oggi chiamata ad affrontare la questione dei migranti o per suggerire un confronto con altri genocidi dimenticati?
Come si fa, dunque, ad aggirare il rischio di proporre attività che si esauriscono in se stesse? C’è chi fra noi preferisce storicizzare e contestualizzare l’evento, e c’è chi invece privilegia la strada dell’attualizzazione, agganciando il giorno della memoria al problema più generale della memoria storica e quindi approfittando della commemorazione come di un’occasione per riflettere su altre storie di deportazione o di segregazione più o meno recenti.
Indipendentemente dall’approccio utilizzato, che può essere diverso a seconda del tipo di classe e di altri fattori legati al contesto, abbiamo maturato l’idea che, invece di celebrare giornate rituali a cadenza annuale, sarebbe più opportuno promuovere durante tutto l’anno buone pratiche in classe che favoriscano la partecipazione attiva degli alunni, il dialogo e il confronto con i reali problemi di oggi.
Un’altra narrazione forse è possibile.
26 gennaio 2017
Bye Bye bulli!
Questa settimana Fuori ruolo, a cura del Coordinamento delle precarie e dei precari della scuola di Bologna, è tutto dedicato al tema dell'educazione di genere nelle scuole, sulla scia di alcune vicende che abbiamo seguito da vicino in queste settimane e in previsione della tappa bolognese del percorso nazionale “Non una di meno”, che il 4 e il 5 febbraio radunerà sotto le Torri centri anti violenza, associazioni e collettivi per la scrittura di un piano femminista contro la violenza sulle donne.
L'educazione di genere è prevista dal comma 16 della Buona Scuola, laddove è scritto che l'offerta formativa deve assicurare “l'attuazione dei principi di pari opportunità, promuovendo nelle scuole di ogni ordine e grado l'educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere e di tutte le discriminazioni”.
In attesa della pubblicazione delle Linee guida relative all'applicazione di questo comma, ancora ferme a viale Trastevere probabilmente a causa della pressione di alcune associazioni conservatrici, all'interno dell'offerta formativa di molte scuole, in tutta Italia, vengono promossi dei percorsi di educazione di genere, attraverso attività, specifiche, laboratori o spettacoli teatrali.
Tra questi, è balzato agli onori delle cronache in queste settimane lo spettacolo Fa'afafine, di Giuliano Scarpinato, che andrà in scena anche nella nostra regione, il 30 gennaio a Ravenna e il 31 a Castello d'Argile (Bo). Abbiamo intervistato Scarpinato per illustrarci lo spettacolo e chiedere un parere sul polverone che attorno ad esso si è sollevato nelle ultime settimane. Contro la rappresentazione della pièce, riservata a bambini e bambine di quarta e quinta elementare, si sono infatti schierati, in maniera più o meno determinata e violenta, associazioni di genitori e movimenti politici di destra e ultradestra, trovando talvolta sponda in alcuni Dirigenti scolastici.
L'altra ospite della puntata è Melina Castellano, appartenente all'associazione Frame e anima del progetto Bye bye bulli , che si propone di combattere il bullismo omofobo nelle scuole. Melina ha raccontato ai nostri microfoni come vengono costruite le attività didattiche e quale ricezione ottengono presso gli alunni e gli insegnanti.
19 gennaio 2017
12 gennaio 2017
Il punto sulla "nuova" scuola targata Fedeli
Dopo la pausa natalizia, torna Fuori ruolo, il programma del
Coordinamento precari e precarie della scuola di Bologna.
Iniziamo il nuovo anno con alcune notizie dal MIUR, ora
guidata dalla Ministra Fedeli. Nell'ultima puntata prima delle vacanze avevamo
provato a ipotizzare alcune di quelle che sarebbero state le scelte della nuova
ministra, sull'onda dell'incontro che c'era stato con i sindacati del 22
dicembre (un secondo momento di confronto c'è stato poi il 28 dicembre) e fare
alcune prime valutazioni.
Come previsto, la ministra ha confermato il complesso della
legge 107, pur dando importanti segni di apertura su dei nodi maggiormente
discussi: chiamata diretta e mobilità.
Per quanto riguarda la chiamata diretta, la Ministra ha
parlato della necessità di fornire i presidi di criteri oggettivi per
effettuare le scelte del proprio personale. Su questo però ancora non ci sono
dettagli, per cui rimaniamo in attesa. Il vero grande passaggio è sulla
questione della mobilità: Fedeli ha promesso di tenere in considerazione delle
critiche che su questo nodo sono state sollevate.
Questo punto ci ha prestato il fianco per la nostra puntata:
il nodo della mobilità è stato affrontato in un ricco dossier dalla rivista
“Tuttoscuola”, che ha dato i numeri della mobilità, suscitando un notevole
dibattito sulla stampa.
Qui un assaggio del dossier: http://www.tuttoscuola.com/mobilita-docenti-continuita-didattica/
Abbiamo quindi fatto una bella rassegna delle aperture
dedicate alla scuola che ci sono state sulla stampa italiana, divertendoci
anche un po'.
Alla mobilità e al gigantesco problema della continuità
didattica sono dedicate le prime pagine del “Corriere della sera” di
lunedì 9 gennaio: “articolone” di Gian
Antonio Stella, che sembra puntare il dito contro i “docenti meridionali” che
non vogliono partire, producendo danni alle possibilità di successo dei
ragazzi. Merito del dossier del Corriere, essere ben documentato e riportare i
“numeri”
Qui di seguito alcuni link:
Torna alla carica parlando di scuola Susanna Tamaro, la
scrittrice per ragazzi che dai tempi della riforma Gelmini si è fatta paladina
del maestro unico e del ritorno alla scuola “di una volta”; il titolo del suo
fondo parla chiaro, Educare, non solo istruire contro il buonismo di Stato.
Il ricco dossier del Corriere, che consigliamo comunque di
leggere, suscita una domanda: e se anche il ministero avesse le sue
responsabilità?
Passiamo poi a “Il Foglio”, giornale fondato da Giuliano
Ferrara: ci siamo un po' divertiti alle spalle di Antonio Gurrado, che racconta
del suo anno di prova, molto positivo.
In chiusura è mancato il tempo per approfondire l'altra
uscita sulla scuola della settimana. Domenica 9 gennaio, “Robinson”, il nuovo supplemento culturale de
“La Repubblica” ha dedicato il dossier Buoni maestri per parlare delle
buone pratiche di educazione e innovazione di alcuni docenti italiani. Un
dossier da discutere, soprattutto per l'intervista ad Andreas Schleicher, direttore del programma
di valutazione degli allievi Pisa dell'OCSE (da cui le famose prove INVALSI)
che indica all'Italia il percorso da seguire per l'innovazione della scuola. Lo
riprenderemo, promesso!
Una buona notizia per salutarci: sembra ufficiale la
riapertura della III fascia a settembre per nuove iscrizioni di neolaureati. Un
altro passo indietro rispetto ai dettami della 107!
Categorie:
Chiamata diretta,
Legge 107/2015,
mobilità docenti
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