
Il secondo incontro avrà luogo giovedì 27 ottobre alle ore 15 presso l 'IC 16 in Vicolo Bolognetti 10 e avrà come temi:
Appello unitario per la mobilitazione del 15 ottobre
Si è costituito il Coordinamento 15 ottobre, luogo aperto di tanti e plurali attori sociali impegnati a costruire la partecipazione italiana alla giornata europea ed internazionale di mobilitazione. La giornata del 15
vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo. Anche in Italia è già stata raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone.
Il Coordinamento si mette al servizio della riuscita della mobilitazione. Curerà unitariamente le caratteristiche, la logistica e l’organizzazione della manifestazione nazionale di Roma e ne definirà le sue parti comuni. Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali, reti, energie individuali e collettive che stanno preparando e prepareranno la mobilitazione con i propri appelli, le proprie alleanze, i propri contenuti.
CON LA RICHIESTA DI FAR CIRCOLARE IN INDIRIZZARI, MAILING LIST E NEL WEB
APPELLO
IL 15 OTTOBRE SARÀ UNA GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE
“gli esseri umani prima dei profitti, non siamo merce nelle mani di politici e banchieri, chi pretende di governarci non ci rappresenta, l’alternativa c’è ed è nelle nostre mani, democrazia reale ora!”
Commissione Europea, governi europei, Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale, multinazionali e poteri forti ci presentano come dogmi intoccabili il pagamento del debito, il pareggio del bilancio pubblico, gli interessi dei mercati finanziari, le privatizzazioni, i tagli alla spesa, la precarizzazione del lavoro e della vita.
Sono ricette inique e sbagliate, utili a difendere rendite e privilegi, e renderci tutti schiavi. Distruggono il lavoro e i suoi diritti, i sindacati, il contratto nazionale, le pensioni, l’istruzione, la cultura, i beni
comuni, il territorio, la società e le comunità, tutti i diritti garantiti dalla nostra Costituzione. Opprimono il presente di una popolazione sempre più impoverita, negano il futuro ai giovani.
Non è vero che siano scelte obbligate. Noi le rifiutiamo. Qualunque schieramento politico le voglia imporre, avrà come unico effetto un’ulteriore devastazione sociale, ambientale, democratica. Ci sono altre strade, e quelle vogliamo percorrere, riprendendoci pienamente il nostro potere di cittadinanza che è fondamento di qualunque democrazia reale.
Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo, così come le politiche economiche europee, continuano ad avvicinare.
Vogliamo una vera alternativa di sistema. Si deve uscire dalla crisi con il cambiamento e l’innovazione. Le risorse ci sono.
Si deve investire sulla riconversione ecologica, la giustizia sociale, l’altra economia, sui saperi, la cultura, il territorio, la partecipazione. Si deve redistribuire radicalmente la ricchezza. Vogliamo ripartire dal
risultato dei referendum del 12 e 13 giugno, per restituire alle comunità i beni comuni ed il loro diritto alla partecipazione. Si devono recuperare risorse dal taglio delle spese militari. Si deve smettere di fare le guerre
e bisogna accogliere i migranti.
Le alternative vanno conquistate, insieme. In Europa, in Italia, nel Mediterraneo, nel mondo. In tanti e tante, diversi e diverse, uniti. E’ il solo modo per vincere.
Il Coordinamento 15 ottobre, luogo di convergenza organizzativa dei soggetti sociali impegnati, invita tutti e tutte a preparare la mobilitazione e a essere in piazza a Roma, riempiendo la manifestazione con i propri appelli, con i propri contenuti, con le proprie lotte e proposte
PER LA NOSTRA DIGNITÀ E PER CAMBIARE DAVVERO
COORDINAMENTO 15 OTTOBRE
Fanno parte del Coordinamento 15 ottobre:
A Sud, Action, Altramente, Arci, Atenei in Rivolta, Attac Italia, CIB –Unicobas, Comitato 1° ottobre, Confederazione COBAS, Controlacrisi.org, CPU– Coord. Precari dell’Università, CUB – Confederazione Unitaria di Base, ESC, Fair Watch, Fed. Anarchica Italiana – Roma, Federazione della Sinistra, FGCI – Federazione Giovanile Comunisti Italiani, FIOM, Flare, Forum Diritti Lavoro, Giovani Comunisti, Gruppo Abele,Il Popolo Viola, Laboratorio Politico “Alternativa”, Legambiente, Liberazione, LINK – Coordinamento Universitario, Osservatorio Europa, Partito Comunista dei Lavoratori, P. CARC, PDCI, PRC, Radio Vostok, R@P - Rete per l’Autorganizzazione Popolare , Rete@a Sinistra, Rete 28 Aprile – CGIL, Rete dei Comunisti, Rete della Conoscenza, Rete Salernitana per il 15 ottobre, Rete Viola, RIBALTA – Alternativa Ribelle, Sinistra Critica, Sinistra Euromediterranea, Snater, Terra del Fuoco, Tilt, UDS – Unione degli Studenti, Un ponte per, Unicommon, Uniti per l’Alternativa, USB.

Il Coordinamento Precari Scuola Bologna ha continuato in questi mesi a raccogliere testimonianze di docenti della nostra provincia (e non solo) beffati dalla convenzione stipulata tra MIUR e INPS (convenzione del 5 Agosto 2009 e succ. modifiche) e destinata al personale precario della scuola iscritto nelle cosiddette graduatorie prioritarie, comunemente chiamate “salva precari”. Ma, a dispetto del nome, molte/i di noi sono stati fortemente penalizzati da un accordo che, ufficialmente nato per tamponare uno stato d’emergenza, di fatto accorcia i termini di erogazione di ogni singola indennità di disoccupazione lasciando a volte il disoccupato/a senza alcun sostegno anche prima degli otto mesi “normalmente” garantiti.
Durante un incontro tenutosi il 10 febbraio, gli stessi dirigenti dell’Inps avevano ammesso le illogicità che possono caratterizzare l’esito di alcune pratiche di indennità di disoccupazione ordinaria del personale inserito nel salva-precari e si erano detti disponibili a porre all'attenzione di una delle Direzioni Generali le incongruenze rilevate, sollecitando una eventuale revisione della convenzione Inps-MIUR, anche per scongiurare possibili contenziosi. In tale occasione avevamo avanzato la nostra ragionevole proposta, quella cioè di svincolare i precari e le precarie dalle rigidità procedurali stabilite dalla convenzione suddetta e far sì che ogni lavoratore e lavoratrice, al momento della presentazione della domanda di indennità, potesse liberamente scegliere se avvalersi o meno delle condizioni di presunto favore stabilite dalla convenzione.
Nonostante le nostre richieste e il loro impegno verbale, ad oggi nulla è cambiato in meglio. Al contrario, alla tipologia di casi che avevamo già riportato a paradigma dell’inadeguatezza della convenzione MIUR-INPS nella realtà della vita lavorativa del personale precario, se ne sono aggiunte di nuove: diverse colleghe da tempo non più iscritte nelle liste “salva-precari” del Miur si sono viste ricollegare le proprie nuove indennità di disoccupazione a contratti di lavoro vecchi due anni; altri colleghi hanno ricevuto lettere di reiezione delle proprie domande di disoccupazione, salvo poi venire a sapere proprio dall’Inps che il Ministero non aveva ancora versato i contributi previdenziali; altri colleghi non hanno ricevuto neppure comunicazione in merito – né un solo euro dell’indennità a cui hanno diritto.
Come Coordinamento Precari della Scuola continuiamo ad esigere dalle istituzioni interessate la dovuta trasparenza attraverso la pubblicazione di informazioni chiare e inequivocabili sulla materia in questione, a cominciare dalla validità temporale delle graduatorie “salva-precari” e da una ampia casistica delle conseguenze derivanti dall’iscrizione nelle suddette. Complementarmente a tale operazione di trasparenza e informazione, rinnoviamo la richiesta da noi già avanzata nei mesi scorsi: che il lavoratore o la lavoratrice, al momento della presentazione della domanda di indennità, possano scegliere se avvalersi o meno delle condizioni di presunto favore stabilite dalla convenzione.
È infine, è doveroso aggiungere e rilevare che in una fase economica e sociale come quella attuale, nell’emergenza occupazionale in cui molti di noi sono costretti a vivere da anni, il cronico ritardo con cui l’INPS ha sempre pagato i nostri periodi di disoccupazione è ora insopportabile. Nessuna problematica organizzativa, nessun alibi interistituzionale, nessun rodaggio telematico può giustificare una simile indifferenza verso le necessità di chi è rimasto e rimane tuttora senza una fonte sia pur minima di reddito.
Martedì 13 settembre, a partire dalle ore 10.30, saremo quindi sotto gli uffici dell'Inps di Bologna per manifestare, con un presidio, il nostro dissenso e per richiedere che le nostre istanze vengano accolte. Invitiamo pertanto tutti i precari e le precarie della scuola ad intervenire e a difendere i propri diritti. Indignarsi non basta, AGIAMO.