4 ottobre 2023

Guida ai Percorsi Abilitanti 2023/2024

PREMESSA #1

La cosiddetta Riforma Bianchi (Legge del 29 giugno 2022 n. 79) ha modificato l’articolo 5 della decreto legislativo del 13 aprile 2017 n.59 e ha predisposto, nel comma 4 di tale articolo, che tutte le persone che hanno almeno 3 anni di servizio potranno partecipare sempre ai futuri concorsi che verranno banditi, quando a regime, dal 1 gennaio 2025 i concorsi saranno aperti solo alle persone abilitate. Secondo art. 59 legge 73/2021, comma 10 bis, tutti i concorsi banditi da ora in poi prevedono la riserva del 30% dei posti va a vincitori che hanno almeno 3 anni di servizio (se i posti banditi sono un minimo di 4).


PREMESSA #2

Il DPCM sui percorsi abilitanti è del 4 agosto 2023 ma noi lo abbiamo letto solo il 25 settembre, quando è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Nel frattempo, il 10 agosto 2023 sono state apportate delle modifiche al cosiddetto decreto PA-bis, decreto che ha apportato modifiche alla cosiddetta Riforma Bianchi (cioè la nuova riforma del reclutamento attualmente in vigore).


PREMESSA #3

Il decreto legge del 22 giugno 2023 (cioè il cosiddetto “Decreto PA-bis”) è stato convertito in legge per mezzo della legge del 10 agosto 2023. 

In questa sede, ci sono state due modifiche importanti apportate al cosiddetto Decreto PA-bis. Queste modifiche, a loro volta, vanno a cambiare alcuni aspetti della legge che disciplina la cosiddetta Riforma Bianchi.

Queste modifiche sono state pubblicate il 16 agosto 2023 nella GAZZETTA UFFICIALE n. 190 e sono le seguenti.


MODIFICA IMPORTANTE #1

Modifica all’articolo 2-bis, comma 2 della legge del 29 giugno 2022, n. 79 (cosiddetta “Riforma Bianchi”)

Per i primi tre cicli dei percorsi universitari e accademici di formazione iniziale, coloro che hanno svolto servizio presso le istituzioni scolastiche statali o presso

le scuole paritarie per almeno 3 anni, anche non continuativi, di cui almeno uno  nella specifica classe di concorso per la quale scelgono di conseguire l'abilitazione, nei 5 anni precedenti, nonché coloro che hanno sostenuto il cosiddetto “concorso straordinario bis” accedono ai percorsi abilitanti relativi alla  classe di concorso interessata, nei limiti della riserva di posti e con le modalita'

stabiliti con decreto adottato dal Ministro dell'universita' e della ricerca, sentito il Ministro dell'istruzione e del merito.


TRADOTTO: per chi ha 3 anni di servizio dovrebbe essere disposta una riserva di posti per accedere ai percorsi abilitanti.



MODIFICA IMPORTANTE #2

Aggiunta del comma 4-bis all’articolo 2-ter della legge del 29 giugno 2022, n. 79 (cosiddetta “Riforma Bianchi”)

Coloro che hanno svolto servizio presso le istituzioni scolastiche statali o presso le scuole paritarie per almeno 3 anni, anche non continuativi, di cui almeno uno nella specifica classe di concorso per la quale scelgono di conseguire

l'abilitazione, nei 5 anni precedenti, nonché coloro che hanno sostenuto

la prova del cosiddetto “concorso straordinario bis” conseguono l'abilitazione all'insegnamento attraverso un percorso composto di 30 CFU.   


TRADOTTO: chi ha 3 anni di servizio potrà sempre abilitarsi con un percorso specifico di 30 CFU ad hoc. Questo percorso abilitante si aggiunge a quelli elencati nello schema delle prossime pagine.



SCHEMA CONCORSI/PERCORSI


Dopo queste doverose premesse, a questo punto possiamo vedere che cosa prevede, per quanto riguarda i percorsi abilitanti, il DPCM del 4 agosto 2023 pubblicato il 25 settembre 2023 in GAZZETTA UFFICIALE n.224 e che si lega alla legge del 29 giugno 2022, n. 79 (cosiddetta “Riforma Bianchi”) e al DM del MUR n. 621 del 22 aprile 2024.


CASO 1: HO ALMENO 3 ANNUALITÀ DI SERVIZIO


Se ho 3 anni di servizio posso fare due cose.


Prima possibilità: come già spiegato nella premessa #3, posso abilitarmi partecipando al percorso ad hoc di 30 CFU. Questo percorso che avrà un costo massimo di 2000 euro. Per l’accesso è prevista una riserva di posti (come spiegato nella premessa #3). Ogni CFU corrisponde a 12 ore. Il percorso ha un certo numero di crediti di tirocinio che è obbligatorio svolgere in presenza. 

Alla fine di questo percorso ci sarà una prova finale. Alla prova finale si può accedere solo se si ha una frequenza di almeno il 70% in ogni attività formativa.

La prova finale consiste di una prova scritta sulla progettazione di un’unità didattica e di una prova orale che consiste in una lezione simulata. Il percorso si ritiene concluso se entrambe le prove sono passate con un voto di almeno 7/10. La prova finale può essere ripetuta al massimo 2 volte. La prova finale ha un costo di 150 euro. Passata la prova finale si è abilitati nella classe di concorso per cui si è svolto il percorso abilitante. 

A questo punto, con l’abilitazione in mano, posso partecipare al concorso. Se supero il concorso con un voto di almeno 7/10 in ogni singola prova (quiz su materie psico-pedagogiche, prova orale volta ad accertare, in particolare, le conoscenze e le competenze del candidato (nella disciplina della classe di concorso) risulto idoneə. Vinco il concorso se, al momento della graduatoria di merito finale comprensiva anche dei titoli, mi trovo nelle posizioni che corrispondono ai posti messi a bando, altrimenti non ottengo nulla. Se vinco il concorso vado a fare l’anno di prova e poi, se tutto va bene, in ruolo.


Quindi, riassumendo, in questa prima possibilità io che ho 3 anni di servizio prima mi iscrivo al percorso abilitante 30 cfu, poi mi abilito, infine partecipo al concorso e se lo vinco vado in anno di prova.


Seconda possibilità: posso partecipare al prossimo concorso e a tutti i futuri concorsi nella classe di concorso per cui ho almeno 1 annualità di servizio specifico. Rispetto alla possibilità precedente, stavolta faccio prima il concorso.

Se supero il concorso con un voto di almeno 7/10 in ogni singola prova (quiz su materie psico-pedagogiche, prova orale volta ad accertare, in particolare, le conoscenze e le competenze del candidato (nella disciplina della classe di concorso) risulto idoneo. Vinco il concorso solo se, al momento della graduatoria di merito finale comprensiva anche dei titoli, mi trovo nelle posizioni che corrispondono ai posti messi a bando, altrimenti non ottengo nulla. 

Se vinco il concorso accedo di diritto al percorso abilitante di 30 CFU che avrà un costo massimo di 2000 euro. L’accesso è garantito, senza eventuali prove preselettive. Ogni CFU corrisponde a 12 ore. Il percorso ha un certo numero di crediti di tirocinio che è obbligatorio svolgere in presenza. 

Alla fine di questo percorso ci sarà una prova finale. Alla prova finale si può accedere solo se si ha una frequenza di almeno il 70% in ogni attività formativa.

La prova finale consiste di una prova scritta sulla progettazione di un’unità didattica e di una prova orale che consiste in una lezione simulata. Il percorso si ritiene concluso se entrambe le prove sono passate con un voto di almeno 7/10. La prova finale può essere ripetuta al massimo 2 volte. La prova finale ha un costo di 150 euro. Passata la prova finale mi abilito nella classe di concorso per cui ho svolto il percorso abilitante. A questo punto faccio l’anno di prova e, se tutto va bene, vado in ruolo.


Quindi, riassumendo, in questa seconda possibilità io che ho 3 anni di servizio prima partecipo al concorso, se lo vinco poi entro di diritto nel percorso abilitante dei 30 cfu e dopo essermi abilitatə vado in anno di prova e infine in ruolo.




CASO 2: HO I 24 CFU CONSEGUITI ENTRO IL 31 OTTOBRE 2022


Se ho conseguito i 24 CFU entro il 31 ottobre 2022 posso partecipare al prossimo concorso nelle classi di concorso per cui posso insegnare dato il mio titolo di studio. Se si supera il concorso con un voto di almeno 7/10 in ogni singola prova (quiz su materie psico-pedagogiche, prova orale, prova pratica per le classi di concorso in cui è prevista) si risulta idonei. Vince il concorso chi, al momento della graduatoria di merito finale comprensiva anche dei titoli, si trova nelle posizioni che corrispondono ai posti messi a bando. Tutte le altre persone al di sotto di queste posizioni, pur idonee, non ottengono nulla.


Coloro che hanno vinto il concorso accedono a un percorso abilitante di 36 CFU che avrà un costo massimo di 2000 euro. Il percorso da 36 CFU è disponibile solo per questa categoria di persone, non è disponibile senza aver vinto il concorso. Per coloro che vincono il concorso, l’accesso è garantito, senza eventuali prove preselettive. Ogni CFU corrisponde a 12 ore. Il percorso ha un certo numero di crediti di tirocinio che è obbligatorio svolgere in presenza. 


Alla fine di questo percorso ci sarà una prova finale. Alla prova finale si può accedere solo se si ha una frequenza di almeno il 70% in ogni attività formativa.

La prova finale consiste di una prova scritta su intervento di progettazione di didattica innovativa e di una prova orale che consiste in una lezione simulata. Il percorso si ritiene concluso se entrambe le prove sono passate con un voto di almeno 7/10. La prova finale può essere ripetuta al massimo 2 volte. La prova finale ha un costo di 150 euro. Passata la prova finale si è abilitati nella classe di concorso per cui si è svolto il percorso abilitante. A questo punto si fa l’anno di prova e, a conclusione di esso, si fa in ruolo.


NOTA BENE: Se ho sia le 3 annualità sia i 24 CFU posso scegliere in base alla classe di concorso su cui voglio abilitarmi e andare in ruolo.


CASO 3: HO GIÀ L’ABILITAZIONE IN UNA CLASSE DI CONCORSO (ANCHE DI ALTRI GRADI DI ISTRUZIONE) OPPURE HO GIÀ LA SPECIALIZZAZIONE SUL SOSTEGNO (OTTENUTA DA TFA SOSTEGNO)


Chi ha già l’abilitazione può partecipare ai prossimi concorsi. Inoltre, in questo caso è possibile abilitarsi su un’altra classe di concorso (a patto di avere il titolo di studio che permette di insegnare su tale classe di concorso) tramite un percorso abilitante di 30 CFU per un costo di 2000 euro. Si accede a tali percorsi da 30 CFU anche in sovrannumero (quindi senza necessità di fare un’eventuale prova preselettiva) e i corsi potranno essere svolti online senza vincoli particolari, a parte le ore di tirocinio che invece sono in presenza.




CASO 4: VOGLIO ABILITARMI E FARE IL CONCORSO (PER ESEMPIO HO APPENA PRESO LA LAUREA OPPURE NON HO 3 ANNUALITÀ DI SERVIZIO)


Per abilitarmi in questo caso ho due possibilità. 


Prima possibilità: fare il percorso da 60 CFU. Questo percorso avrà un costo massimo di 2500 euro. In base al fabbisogno indicato dal ministero è possibile che, territorio per territorio, vengano fatte delle eventuali prove pre-selettive, ma non si sa ancora bene se e come - comunque questa possibilità è contemplata dalla normativa. 

È possibile, per svolgere questo percorso, far riconoscere eventuali 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022.

Ogni CFU corrisponde a 12 ore. Il percorso ha un certo numero di crediti di tirocinio che è obbligatorio svolgere in presenza. Alla fine di questo percorso ci sarà una prova finale. Alla prova finale si può accedere solo se si ha una frequenza di almeno il 70% in ogni attività formativa.

La prova finale consiste di una prova scritta basata sulle attività svolte durante il tirocinio e di una prova orale che consiste in una lezione simulata. Il percorso si ritiene concluso se entrambe le prove sono passate con un voto di almeno 7/10. La prova finale può essere ripetuta al massimo 2 volte. La prova finale ha un costo di 150 euro. Passata la prova finale si è abilitati nella classe di concorso per cui si è svolto il percorso abilitante e, volendo, si può partecipare a tutti i futuri concorsi.


Seconda possibilità: fare 30 CFU prima del concorso e 30 CFU dopo aver vinto il concorso. Esiste la possibilità, in questa fase transitoria fino al 31 dicembre 2024, di svolgere mezzo percorso da 60 CFU prima del concorso e l’altra metà solo dopo aver vinto il concorso (cioè solo se si rientra, tramite graduatoria, nelle posizioni utili a ricevere una nomina in ruolo). Quindi in questo caso si ottiene l’abilitazione solo dopo aver vinto il ruolo. Nella normativa si dice che i percorsi da 30 CFU, in generale, possono avere un costo massimo di 2000 euro, ma non si specifica il costo totale di questa procedura fatta di due parti. Sembrerebbe inoltre dalla normativa che la prova finale in questo caso debba essere svolta solo alla fine del secondo percorso da 30 CFU, quello che viene seguito dopo aver vinto il concorso, con le stesse modalità del percorso da 60 CFU descritto sopra.


CASO 5: STO SVOLGENDO UNA LAUREA MAGISTRALE A CICLO UNICO


Se ho già conseguito almeno 180 CFU durante la mia laurea magistrale a ciclo unico, allora posso iscrivermi al percorso da 60 CFU per ottenere l’abilitazione all’insegnamento. Questo percorso avrà un costo massimo di 2500 euro. In base al fabbisogno indicato dal ministero è possibile che, territorio per territorio, vengano fatte delle eventuali prove pre-selettive, ma non si sa ancora bene se e come - comunque questa possibilità è contemplata dalla normativa. 

È possibile, per svolgere questo percorso, far riconoscere eventuali 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022. Ogni CFU corrisponde a 12 ore. Il percorso ha un certo numero di crediti di tirocinio che è obbligatorio svolgere in presenza. Alla fine di questo percorso ci sarà una prova finale. Alla prova finale si può accedere solo se si ha una frequenza di almeno il 70% in ogni attività formativa.

La prova finale consiste di una prova scritta basata sulle attività svolte durante il tirocinio e di una prova orale che consiste in una lezione simulata. Il percorso si ritiene concluso se entrambe le prove sono passate con un voto di almeno 7/10. La prova finale può essere ripetuta al massimo 2 volte. La prova finale ha un costo di 150 euro. Passata la prova finale si è abilitati nella classe di concorso per cui si è svolto il percorso abilitante e, volendo, si può partecipare a tutti i futuri concorsi.


CASO 6: STO SVOLGENDO UNA LAUREA E VOGLIO FARE L’INSEGNANTE TECNICO-PRATICO


Se sono iscritto a un corso di laurea per cui, conseguito il titolo, posso diventare insegnante tecnico-pratico, allora posso iscrivermi al percorso da 60 CFU per ottenere l’abilitazione all’insegnamento. 

Questo percorso avrà un costo massimo di 2500 euro. In base al fabbisogno indicato dal ministero è possibile che, territorio per territorio, vengano fatte delle eventuali prove pre-selettive, ma non si sa ancora bene se e come - comunque questa possibilità è contemplata dalla normativa. 

È possibile, per svolgere questo percorso, far riconoscere eventuali 24 CFU conseguiti entro il 31 ottobre 2022.

Ogni CFU corrisponde a 12 ore. Il percorso ha un certo numero di crediti di tirocinio che è obbligatorio svolgere in presenza. Alla fine di questo percorso ci sarà una prova finale. Alla prova finale si può accedere solo se si ha una frequenza di almeno il 70% in ogni attività formativa.

La prova finale consiste di una prova scritta basata sulle attività svolte durante il tirocinio e di una prova orale che consiste in una lezione simulata. Il percorso si ritiene concluso se entrambe le prove sono passate con un voto di almeno 7/10. La prova finale può essere ripetuta al massimo 2 volte. La prova finale ha un costo di 150 euro.

Passata la prova finale si è abilitati nella classe di concorso per cui si è svolto il percorso abilitante e, volendo, si può partecipare a tutti i futuri concorsi.


FONTI USATE PER QUESTO DOCUMENTO


Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 agosto 2023 

(pubblicato in GU del 25 settembre 2023, n. 224)

Qui dentro ci sono le ultime disposizioni per l’attivazione dei percorsi abilitanti da 30, 36, 60 CFU per conseguire l’abilitazione all’insegnamento.

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2023-09-25&atto.codiceRedazionale=23A05274&elenco30giorni=true


Decreto Legislativo del 13 aprile 2017, n. 59 [modificato dal Decreto Legge 30 aprile 2022, n. 36 - cosiddetta “Riforma Bianchi” - convertito con la legge 29 giugno 2022, n. 79)

Questo Decreto Legislativo serve per comprendere il DPCM 4 agosto 2023

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2017;059


Legge 10 agosto 2023, n. 112 

(conversione* in Legge del DL 22 giugno 2023, n. 75 - cosiddetto “Decreto PA-bis” - ci interessa solo l’articolo 20 del Decreto PA-bis)

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2023;75


Legge 23 luglio 2021, n. 106 

(conversione* in Legge del Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73)

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2021-05-25;73~art59


Legge 29 giugno 2022, n. 79 

(conversione in Legge del Decreto Legge 30 aprile 2022, n. 36 - cosiddetta “Riforma Bianchi”)

https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2022-06-29;79


Decreto Ministeriale del Ministero dell’Università e della Ricerca n. 621 del 22 aprile 2024

https://www.mur.gov.it/it/atti-e-normativa/decreto-ministeriale-n-621-del-22-04-2024



ALTRE INFO UTILI PER CAPIRCI QUALCOSA


  • DECRETO LEGGE: è disciplinato dall’art. 77 della Costituzione, in cui è previsto che il Governo, in caso di necessità e urgenza, ha il potere di emanare atti aventi forza di legge. Si tratta di una deroga alla formazione delle leggi nell’ordinamento italiano che, sulla base di quanto disposto dalla Costituzione, sono emanate dal Parlamento.

L’art. 77 della Costituzione indica che un Decreto Legge deve essere convertito in Legge dal Parlamento entro 60 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.


  • DECRETO LEGISLATIVO: può essere emanato dal Governo soltanto su delega del Parlamento, nella quale e ai sensi dell’art. 76 della Costituzione, devono essere indicati contenuti e tempi dell’emanazione. Con la legge delega il Parlamento demanda al Governo il potere di emanare Decreti Legislativi su materie complesse e specifiche, come Testi Unici o Codici, che se sottoposte al procedimento ordinario di formazione delle leggi causerebbero ritardi e rallentamenti nei lavori parlamentari.



25 settembre 2023

Procedura informatizza supplenze da GPS: un disastro annunciato

Lo scorso maggio ci siamo recati all'Ufficio Scolastico Provinciale (USP) di Bologna per presentare le nostre critiche all'attuale sistema di attribuzione delle supplenze dalle Graduatorie Provinciali di Supplenza (GPS). Il sistema introdotto nel 2020 perché l'attribuzione delle cattedre agli aspiranti insegnanti, che prima era fatta in presenza, fosse svolta "a distanza" a causa della pandemia. Il sistema basato sul famoso algoritmo, che il Ministero dell'Istruzione ha fatto sviluppare appositamente. Il sistema che ogni anno decide la sorte di 200 mila precari: un quarto di tutto l'organico della scuola italiana.  

Oggi osserviamo gli effetti delle storture e delle rigidità che le nostre critiche avevano sottolineato. Persone che lavorano a scuola da molti anni vengono di fatto "licenziate" da un algoritmo opaco e esternalizzato, studenti che rimangono senza lə loro prof in barba alla continuità didattica, precariə che pur avendone diritto, non ottengono la cattedra più vicina e sono costrettə a pendolare a 60 km ogni giorno.E tutto ciò non per colpa di chi insegna e delle loro scelte, bensì a causa della rigidità del sistema e della sua incapacità di gestire le rinunce oltre che a causa delle preferenze sulle scuole espresse, da ciascun precariə, "al buio", ovvero senza conoscere le reali disponibilità. Tutto questo a causa della concomitanza (mal gestita) dell'attribuzione dei posti dal concorso e delle supplenze da GPS e a causa di un sistema che mette al centro l'efficienza e il risparmio, a discapito della giustizia e del diritto di chi insegnai di scegliere e di lavorare.

Avevamo sollevato queste critiche e previsto i soliti esiti disastrosi già quattro mesi fa: lo facemmo direttamente all’USP di Bologna con un presidio e un incontro avvenuti il 25 maggio 2023. Avevamo proposto perciò il ritorno alle nomine in presenza, che l'USP di Bologna era riuscito a organizzare dal 2016 al 2019 proprio grazie al passato lavoro del Coordinamento. 
Convocazioni in presenza che risolverebbero totalmente il problema delle rinunce e delle preferenze espresse al buio. Ci era stato detto a maggio scorso che la scelta del Ministero era irrevocabile, in nome della maggiore efficienza del nuovo sistema e dei fondi investiti in un algoritmo al momento impossibile da visionare pubblicamente. E ci era stato fatto notare, sempre in quell’occasione, che le nostre richieste fossero anacronistiche, perché il nuovo sistema garantisce, secondo l’USP e il Ministero, maggiore efficienza.


Ma ci chiediamo: efficienza per chi? E a discapito di chi? E poi, può essere l'efficienza il criterio esclusivo che determina le nomine di chi insegna a scuola come supplente? E giustizia, diritto, cura? Una scuola migliore parte anche da qui. Dalla giostra che ogni estate riempie le cattedre vuote nelle scuole. E quando leggete che tutto va bene e funziona, che il sistema è efficiente e il 90% delle posti vacanti è stato riempito al 1° di settembre, chiedetevi "come" è stato fatto. E "in nome di cosa".
Per tutti questi motivi siamo anche solidali con la lotta dellə colleghə insegnanti di Milano che per protesta contro gli errori prodotti dall’algoritmo nella provincia di Milano non sono riuscitə a ottenere una supplenza quest’anno e quindi hanno simbolicamente occupato il tetto dell’USP di Milano con le tende. Inoltre la solidarietà totale da parte nostra va anche per il loro rifiuto, giustamente con sdegno, di ogni vergognosa proposta di garanzia di cattedre al di fuori della procedura standard, al fine di fermare le proteste.


Coordinamento Precariə Scuola Bologna


18 maggio 2023

Nuovo reclutamento scolastico: un bilancio precario

Nonostante le 8 procedure concorsuali fatte negli ultimi tre anni, alcune delle quali non
ancora concluse, a fronte di un contingente di 94.130 posti autorizzati dal MEF per le
assunzioni a tempo indeterminato del personale docente, quest'anno si è riusciti a
coprirne solo 42.979. Le 51.151 cattedre rimanenti non sono in realtà rimaste vuote, ma
sono state assegnate, come ogni anno, a docenti precariə facendo arrivare a 217.693,
secondo i dati forniti dal MIM alla data del 5 novembre 2022, il totale dei posti dati a
supplenza. Ciò significa che è precario che il 25% dei docenti.

Per rispettare gli impegni presi nel PNRR si dovranno adesso assumere 70 mila
insegnanti entro il 2024. Ma di che cosa stiamo parlando? Se anche andassero in porto
tutte le assunzioni richieste dall’Europa entro settembre, rimarrebbero scoperti i 2 / 3 delle
cattedre. È evidente che i conti non tornano.

In attesa che la legge 79/2022 (riforma Bianchi) diventi effettiva, per provare a “limitare il
ricorso al precariato”, senza avanzare nessuna pretesa di risoluzione, il governo si trova
adesso costretto a dover predisporre l'ennesima fase transitoria. Ancora una volta ci
troviamo ad assistere alla messa in campo di misure emergenziali quando si tratta di
curare una malattia cronica, per non dire strutturale.
Il DL 44/2023 pubblicato in GU lo scorso 22 aprile delinea le modalità con cui il governo
intende agire.

Per quanto riguarda il sostegno si prosegue nelle assunzioni di specializzatə, in coda a
quelle da GAE e da concorsi, dalle GPS di I fascia, comprensive degli elenchi aggiuntivi
che si stanno definendo in questi giorni. Tali docenti sottoscriveranno un contratto a tempo
determinato e saranno immessi in ruolo solo al superamento delle prove finali. Se
dovessero rimanere ancora posti si procederà ad una mini call veloce. Secondo le prime
stime le assunzioni da Gps sostegno si aggirerebbero intorno alle 19 mila unità. Il
provvedimento costituisce di fatto un passo indietro oltre che una mancata occasione: le
assunzioni ex articolo 59, infatti, vengono limitate solo al sostegno, mentre fino all’anno
scorso erano state previste anche per gli abilitati su posto comune. Sarebbe stato
opportuno, al contrario, estenderle anche alla seconda fascia.
Un’altra misura non presente nel decreto, ma prevista e pubblicata sul sito del MIM, è il
concorso straordinario ter per i posti comuni, che dovrebbe riguardare anche infanzia e
primaria. Dopo l’insuccesso dei concorsi passati, in sostanza, si prevede una procedura
che potrebbe riuscire ad essere addirittura peggiore di quelle che l’hanno preceduta.
Secondo quanto è possibile leggere sul sito del MIM, infatti, tale concorso vede la piena
equiparazione tra lo svolgimento di almeno 3 anni di servizio e il possesso dei 24 CFU,
che rientrano in gioco dopo essere stati congelati alla data del 31 ottobre del 2022.
Praticamente lo Stato sta affermando che aver lavorato tre anni nella scuola sia come aver
acquistato un pacchetto di crediti dalle varie università.

La varietà di procedure pensate (concorso straordinario, scorrimento GPS, ricorso alla call
veloce...) conferma ancora una volta l’inefficacia di operare le assunzioni soltanto tramite
concorso. Ma soprattutto non tiene conto della realtà.

Tutte le proposte attualmente in campo non sono che toppe per tamponare la
situazione problematica del reclutamento, ma in modo temporaneo e senza alcuna
lungimiranza. Nonostante le assunzioni continueremo ad avere insegnanti che ogni anno
riempiranno i buchi lasciati scoperti dall’inefficienza dei governi e che, con il loro lavoro,
permetteranno l’apertura delle scuole a settembre.

Se il precariato è una questione strutturale servono risposte strutturali. La soluzione si
chiama doppio canale di reclutamento. Le assunzioni devono avvenire:
  • 50% tramite procedure concorsuali a cadenza regolare;
  • 50% tramite l’istituzione di una graduatoria riservata a chi ha 3 anni di servizio nella
scuola pubblica statale da mettere in coda alle GAE.
Bisogna cioè riconoscere il diritto alla stabilizzazione in relazione al servizio maturato da
tutto il personale precario. Se siamo ritenuti idonei a fare le supplenze per anni, allora lo
siamo anche per il ruolo.

Coordinamento Precariə Scuola Bologna